Incontro con Andrea Grillo

Venerdi 11 novembre alle venti e trenta presso la Parrocchia San Giovanni Battista, nella Chiesa di San Sebastiano, si è svolto l’incontro con Andrea Grillo, il teologo autore di “Indissolubile?” ha attraversato in modo semplice e diretto la questione che l’ultimo Sinodo sulla Famiglia, svoltosi in Vaticano lo scorso Ottobre, ha affrontato non senza clamori mediatici e animate discussioni, ovvero l’indissolubilità del vincolo matrimoniale.

Il teologo Grillo introduce dinamiche di un’intuizione sorprendente circa gli schemi ormai “obsoleti” che non ci rappresentano più. Egli asserisce che “C’è qualcosa che può morire, in un matrimonio cristiano, e la chiesa deve prenderne atto se vuol restare fedele alla tradizione. Un paradosso necessario se si vuol stare nella storia da credenti. Quale parte del matrimonio può morire? Il vincolo, ciò che lega i due coniugi dal momento in cui celebrano la loro unione. Cosa invece non muore? La grazia di Dio che resta indisponibile. Indisponibile, appunto, non indissolubile.“

Secondo Grillo, la teoria classica dell’indissolubilità non è più attuabile perchè propone solo due soluzioni o negando la prima unione (mediante accertamento della sua nullità) e quindi “cancellando” la storia dei due fin dall’origine, dichiarandola non valida fin dal giorno del matrimonio (cosa che Andrea trova improponibile, domandando perchè un indiviuo per dichiarare finito un legame deve annullarne il suo vissuto?) Oppure influendo sulla seconda unione richiedondo che venga vissuta senza rapporti sessuali ovvero come “fratello e sorella” non volendolo considerare come un nuovo principio.

Soluzioni deludenti e irrealistiche: la nullità è diventata ormai una finzione giuridica, un accomodamento ormai troppo stretto per una realtà ingovernabile, le seconde nozze in astinenza perpetua è una soluzione spudorata. Grillo suggerisce invece “una prospettiva più pudica”, circa l’esistenza del vincolo, accettando che anch’esso, come i coniugi, possa morire perché in più di un caso “non dipende direttamente da una decisione dei coniugi”. Introdurre un percorso “penitenziale” per riabilitare i divorziati anche risposati all’unione con Dio.

Continuare a difendersi dietro la tradizione e dinamiche inattuabili, non basta più. Anzi, allontana ancora di piu’ persone che hanno, in questo specifico momento della loro vita, bisogno di aiuto, rifiutando la Chiesa, dice il teologo, perchè vivono il rifiuto di quest’ultima. Pertanto il teologo dice: ”La chiesa potrebbe ammettere – in circostanze determinate e non come una legge generale – che il riconoscimento della nuova unione non avrebbe bisogno di fondarsi sulla ‘inesistenza originaria’ della precedente, ma potrebbe constatare la ‘morte del vincolo’ e così dischiudere l’orizzonte di un ‘nuovo inizio’ possibile, vivibile e riconoscibile. Si tratterebbe, in sostanza, di unire ‘radicale’ e ‘pudico’. Di lasciare intatto il radicale slancio profetico all’unità, richiesto dal Vangelo, coniugandolo però con un sano e pudico realismo, dovuto alla storia e richiesto anche dal buon senso”.

A conclusione, Grillo cita la profezia del cardinale Martini nella sua ultima intervista: “Portiamo i sacramenti agli uomini che necessitano una nuova forza? Io penso a tutti i divorziati e alle coppie risposate, alle famiglie allargate. Questi hanno bisogno di una protezione speciale. La chiesa sostiene l’indissolubilità del matrimonio. E’ una grazia quando un matrimonio e una famiglia riescono […]. L’atteggiamento che teniamo verso le famiglie allargate determinerà l’avvicinamento alla chiesa della generazione dei figli […].

L’amore è un dono di Dio. La domanda se i divorziati possano fare la comunione dovrebbe essere inversa. Come può la chiesa arrivare in aiuto con la forza dei sacramenti a chi ha situazioni familiari complesse?”. Grillo risponde: Guardando ai divorziati non come peccatori che non possono essere assolti, tutti I nostri peccati se confessati possono essere perdonati, tutti tranne il divorzio, quindi ? Guardare loro come “malati” ai quali la chiesa corre in aiuto portando il conforto di cui necessitano.

Andrea Grillo è un teologo liturgista, e anche un polemista che sa il fatto suo, propositivo e costruttivo e ha estasiato tutti gli astanti con la semplicità delle sue rivoluzionarie quanto sorprendenti intuizioni, luminare nel linguaggio ha stravolto l’ordine dei sacramenti apportando modifiche teoriche anche a questi ultimi, insomma ha intaccato quelli che sono I capisaldi della tradizione cristiana ma non per destrutturarla o farla crollare ma solo per fornire gli strumenti necessari a renderla salda e durevole nel futuro.

di Agnese Rizzo

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