Il nostro bellissimo presepe vivente

Venerdi 20 e sabato 21 dicembre dalle ore 19:00 alle ore 21:30 circa, presso la parrocchia San Giovanni Battista, nel cortile adiacente la chiesa di San Sebastiano, si è svolto il presepe vivente che quest’anno è stato animato da 50 figuranti adulti e 20 bambini pastorelli, tutti impegnati a rendere il più realistico possibile questo evento, con i venditori del mercato, le donne intente a lavare i panni alla fontana, reale e funzionante, i ristoratori dell’osteria dell’Associazione Massa Cesarea che hanno dispensato zuppe e vino caldo, polenta e pasta e i fornai nel mulino che, grazie al gruppo scout Roma 7, hanno sfornato il pane e ancora impagliatori, i castagnari,  i ceramisti, il fabbro e i falegnami e soprattutto i 36 i bambini che hanno formato il coro degli angeli e che hanno deliziato il cuore dei presenti con la loro candida dolcezza e bravura, seguiti splendidamente dall’insegnante di musica Cristina.  Anche i simpaticissimi ragazzi del Post Cresima con il loro forno hanno deliziato i presenti con delle buonissime frittelle e con un’allegria che ha contagiato tutti i presenti. La sera del 20 ha preso parte a questa meravigliosa rappresentazione la comunità rumena che con il suo coro di 15 elementi ha lasciato estasiati i presenti, grandi e piccini con i canti a 4 voci della tradizione rumena; lo stesso stupore ed entusiasmo sono stati riservati, al passaggio tra la folla, allo zampognaro e al flautista che si sono esibiti in modo semplice e nel contempo  sublime. La sera del 21 a lasciare basiti gli astanti è stato il coro Seven Hills Gospel Choir, composto da circa 20 elementi, che ha chiuso, insieme al parroco di Cesano Don Federico Tartaglia, la rappresentazione, trascinando tutti i presenti in canti natalizi coinvolgenti. Il cuore pulsante di queste due serate è stato l’arrivo di Giuseppe e Maria al villaggio, stanchi del lungo viaggio, fermati all’ingresso da due centurioni, rifiutati dagli albergatori e per questo costretti ad alloggiare in una stalla dove, dopo una breve pausa è venuto al mondo, atteso da tutti, da sempre, accompagnato da una magica e romantica nevicata, il nostro Gesù, interpretato da due piccoli bambini della nostra parrocchia, Giacomo e Christian. Cornice indispensabile all’ importante struttura che ha composto il villaggio e  alla nascita di Gesù  sono stati i tanti animali presenti; cavalli, lama, fagiani, pavoni, pecore, agnelli, galline e l’immancabile compagno di viaggio di Giuseppe e Maria, l’asinello Rocco. Tutta la comunità ha partecipato con rinnovato entusiasmo, e per un attimo ha davvero pensato di ritrovarsi a Betlemme piuttosto che nella periferia romana. Il presepe è stato reso possibile grazie al lavoro di alcuni volontari che ogni anno, appena finito il presepe cominciano a pensare a quello nuovo. La loro passione e il loro lavoro ha reso possibile questo sogno. Qualcuno alla fine mi ha detto: “mi sono sentita catapultata al tempo di Gesù; ho mangiato la zuppa e comprato il pane con i sestersi, che spettacolo! E’ stato magico e al tempo stesso reale; è stato entusiasmante per tutta la nostra famiglia, ci siamo sentiti “ immersi nel Natale”.

Ciò che intendo dire è semplice. Viene chiamato presepe vivente, io credo che dovrebbe essere definito “vivere il presepe”, entrare nel tempo, nel mondo in cui Gesù è venuto a noi, respirarne l’odore, assaporarne ogni istante, interiorizzare ogni dettaglio e lasciare che Gesù nasca, si, ma non in una stalla, o in una grotta, ma nel nostro cuore, l’unica “vera culla” in cui Gesù voglia davvero essere amorevolmente adagiato e custodito.

 

di Agnese Rizzo

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