Due giorni con Padre Pio

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Sabato 9 novembre alle ore 7:00 del mattino 51 persone della parrocchia San Giovanni Battista si sono recate in pellegrinaggio da Padre Pio a San Giovanni Rotondo. Il viaggio è stato preparatorio all’incontro con il Santo e dopo aver ristorato e alloggiato nella struttura religiosa “Centro di Spiritualità di Padre Pio”  i pellegrini si sono recati a Monte Sant’Angelo per visitare le grotte di San Michele Arcangelo e celebrare la SS Messa presieduta dal parroco Don Federico Tartaglia. Secondo la tradizione, il santuario di San Michele Arcangelo ha origine nel 490, anno della prima apparizione dell’Arcangelo Michele sul Gargano. Dopo aver sceso gli ottantanove gradini, si giunge nell’atrio antistante l’ingresso della Grotta dell’Arcangelo. In fondo alla navata è alloggiato l’altare del Sacramento, con le statue di San Giuseppe, San Nicola e Sant’Antonio. Nell’estrema parte della Grotta dell’Arcangelo è situato l’altare con la statua di San Michele, realizzata in marmo bianco di Carrara nel 1507 da Andrea Sansovino. A sinistra dell’altare è situata la cattedra episcopale risalente alla metà dell’XI secolo. Nella Grotta dell’Arcangelo sono presenti diversi altari racchiusi dentro a nicchie. Subito a destra dell’entrata alla Grotta dell’Arcangelo, si trova l’altare di San Francesco, fatto costruire dalla guarnigione di soldati spagnoli nel 1675. In una nicchia sottostante la mensa si legge la lettera T (tau) dell’alfabeto greco, che secondo la tradizione sarebbe stata impressa dal Santo nel 1216 nel corso di un suo pellegrinaggio compiuto al Gargano. Ciò che colpisce di queste grotte è l’incontro tra luce ed ombra, un dualismo insito nella vita di ognuno di noi, una lotta costante tra il bene e il male, la scelta continua che siamo chiamati a fare tra oscurità e luminosità. Tornati a San Giovanni Rotondo il gruppo ha visitato la Chiesa di Padre Pio, anche conosciuta come Santuario di San Pio La chiesa sorge sul monte di San Giovanni Rotondo ed è adiacente al preesistente santuario e convento in cui il frate visse e in cui ne sono state conservate le spoglie fino al trasferimento nella nuova chiesa a lui dedicata. Per accogliere i fedeli è stato costruito un enorme sagrato triangolare pavimentato  in leggera pendenza, quasi a invitare i fedeli ad avvicinarsi alla chiesa. La chiesa superiore è suddivisa in tre ambienti: la sala liturgica, la cappella dell’eucaristia e la sagrestia. Nello spazio interno ci sono 22 archi disposti secondo un andamento radiale. La struttura  ha anche una chiesa inferiore divisa in vari ambienti: la cripta, dove il 19 aprile 2010 è stata traslata la salma del santo, di forma semicircolare e coperta da una serie di volte coniche che si dipartono dal centro (luogo in cui è posta la salma); tre sale conferenze; sale di accoglienza dei pellegrini con relativi servizi e zone per i gruppi di preghiera; la penitenzieria, interamente insonorizzata, al cui interno sono posti 31 confessionali. La visita è stata breve ma vissuta dai pellegrini con intensità e spiritualità, in silenzio hanno percorso i luoghi del Santo ed ognuno lo ha accolto in modo interiore e personale.

Domenica 10, alle 7:30 il gruppo ha percorso la Via Crucis, un luogo intriso del Santo, il quale descrive la Via Crucis con queste parole: “Dagli scritti di Padre Pio” «Felici noi, che contro ogni nostro merito, già siamo per divina misericordia, sugli scalini del Cal­vario; già siamo stati fatti degni di seguire il cele­ste Maestro, già siamo stati annoverati alla beata comitiva delle anime elette; ed il tutto per un tratto specialissimo della divina pietà del Padre celeste. E noi non la perdiamo di vista questa beata comitiva: teniamoci sempre stretti ad essa e non ci spaventi né il peso della croce che bisogna portare, né il lungo viaggio che bi­sogna percorrere, né l’irto monte a cui bisogna ascendere. Ci rianimi il consolante pensiero che dopo asceso il Calvario, si ascenderà ancor più alto, senza nostro sforzo; si ascenderà al monte santo di Dio, alla Gerusalemme ce­leste… Ascendiamo… senza mai stancarci, il Calvario cari­chi della croce, e teniamo per fermo che la nostra ascensio­ne ci condurrà alla celeste visione del nostro dolcissimo Salvatore. Allontaniamoci, dunque, passo passo dalle affezioni terrene, ed aspiriamo alla felicità, che ci è preparata. Allontaniamo da noi, se ci preme di presto giungere alla beata Sionne, ogni inquietudine e sollecitudine in sop­portare le tribolazioni spirituali, e temporali da qualsiasi parte possano esse pervenirci, poiché esse sono contrarie alla libera operazione dello Spirito Santo».

Successivamente, dopo aver visitato la chiesa di Santa Maria delle Grazie, oggi universalmente conosciuto per essere stato il luogo dove dimorò, a partire dal 28 luglio 1916, e morì Padre Pio da Pietrelcina,  i pellegrini hanno celebrato la SS Messa nella chiesa di Padre Pio, concelebrata dal parroco Don Federico Tartaglia.

Il pellegrinaggio è terminato con l’arrivo a Cesano alle 20:30; ognuno è tornato con “qualcosa” in più e altri con “qualcosa” in meno, aver vissuto due giorni con Padre Pio non ti permette di tornare alla tua vita con un bagaglio personale non arricchito o cambiato, non lascia indifferenti respirare la Sua spiritualità; un Santo che è vissuto in umiltà e povertà, che ha percorso ogni giorno di questa vita con Dio accanto e Gesù dentro non può che svegliare la tua fede assopita e “obbligarti” a prendere coscienza di dove e come  sta procedendo la tua vita e con uno “schiaffo” in pieno volto ti ammonisce di tornare a Gesù.

di Agnese Rizzo

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